martedì 16 ottobre 2018
18.05.2012 - REDAZIONE

Rifondazione Comunista sui Centri di identificazione/espulsione

Comunicato stampa della Segreteria Provinciale

Qualunque approfondimento sui Cie, Centri di Identificazione ed Espulsione, sia esso effettuato per motivi giornalistici, sociologici, giudiziari, politici, umanitari, di pubblica sicurezza, od emerga da dichiarazioni di diretti interessati (tanto dalla parte delle “guardie” che dalla parte dei “ladri”), offre una sconsolante visione della nostra democrazia: in tutta evidenza, infatti, ciò che permea tali non luoghi, infatti, è sempre la totale sospensione del diritto mediante l’applicazione di un regime di detenzione inammissibile per un paese che si consideri civile e, certamente, in contrasto con i princìpi della nostra Carta Costituzionale.

A questo proposito, non sono mancati, nei confronti dell'Italia, ammonimenti e censure da parte degli organismi europei ed internazionali sui diritti umani. Le condizioni, per coloro che sono ingiustamente costretti all'interno dei Cie, sono inumane e brutali, come più volte denunciato da Amnesty International e Medici senza Frontiere.

Essi, in definitiva, sono la reificazione di un arbitrio a sfondo razzista, in inquietante - ma logica - continuità con i lager di tutte le specie.

Le ‘maggioranze silenziose’ (spesso rese tali da martellanti campagne scientifiche di disinformazione ed allarmismi) tendono a volgere altrove lo sguardo ed a cambiare canale per non sottoporre la propria coscienza, spesso cristiana e quasi sempre umanamente sensibile, ad una insostenibile contraddizione morale: Costituzione e Dichiarazioni Universali, Vangelo e formazione nelle Parrocchie, Scuola e principi sportivi, onestà, bontà, rettitudine, coerenza, bonomia, solidarietà, nulla - ma proprio nulla - hanno a che vedere con l’idea stessa di Cie.

Ora, che Marco Scajola necessiti di protagonismo per esistere politicamente anche dopo la batosta subita dal partito 'di famiglia' e dopo la caduta della sindacatura Strescino, (nata, cresciuta e ingrassata nella più coerente ideologia ‘scajoliana’, ed abbattuta non già da lotte intestine, ma dalla costanza dell’opposizione di sinistra nel denunciare il malaffare del Porto di Imperia e il malcostume amministrativo), non stupisce.

Che lo faccia rispolverando la mai sopita propensione al populismo securitario - buono per alimentare le paure e i pregiudizi più facilmente eccitabili - con il solito, abusato corredo di incenso alle forze dell’ordine, e di grande comprensione, quasi sindacale, per i disagi degli operatori della sicurezza costretti a vagare per il territorio extra regionale alla ricerca di una stalla in cui rinchiudere il bestiame, conferma di quale moralità politica, oltre che di quale spirito di carità, il coordinatore provinciale del PdL sia in realtà portatore.

Marco Scajola, associando la criminalità con la presenza dei Cie, assegna la 'patente' di 'criminale' ad ogni persona non in possesso di schegge di burocrazia, (quasi sempre per colpa della burocrazia stessa che ritarda anni nel rilasciare documenti dovuti!), e propone di contrastare tale, presunta criminalità con metodi riconosciuti illegali dalla stessa UE, in contrasto con la nostra Carta costituzionale e con la stessa morale cattolica di cui notoriamente egli si sente alfiere.

Dietro allo spaccio di bonomia che promana dai suoi interventi e dalle accattivanti immagini rinvenibili sulla rete, il vassallo è nudo, ed esibisce tutta la pochezza del suo discorso, fatto di cinico populismo e politicismo piccolo e becero.

Non dimentichiamo, inoltre, i tantissimi migranti dispersi e morti in mare per effetto della militarizzazione delle coste e anche per gravi omissioni di soccorso, e non, come ci vogliono far credere i media, per “avverse condizioni atmosferiche”.

Queste richieste da ‘stato di polizia’, focalizzando l'attenzione sugli immigrati ancora una volta in termini ‘colpevolizzanti’ e ‘criminalizzanti’, tendono a favorire un clima da ‘guerra tra i poveri’, in un momento drammatico del nostro Paese, nel quale, in realtà, si sta consumando un terribile massacro sociale sulla pelle dei lavoratori e dei soggetti più deboli, sempre più portati alla disperazione dalle sciagurate politiche recessive e depressive in atto.

Ci rivolgiamo quindi a tutte le forze sociali, politiche e associative democratiche e progressiste affinché si pronuncino tempestivamente contro questa sciagurata proposta e respingano con fermezza ogni svolta securitaria e orientata alla detenzione per il semplice reato di essere migranti poveri.


Commenti

Nessun commento presente.
Accedi per scrivere un commento

 
Meteo